“Tutte le cose grandi e preziose sono solitarie.”
John Steinbeck| La valle dell’Eden
Eccomi qui,
lunedì scorso non sono riuscita a pubblicare il mio consueto post, ma oggi, ci tenevo tanto a farlo, non solo per lasciarvi la ricetta, ma anche e soprattutto per chiacchierare un po’ con voi.
Non ci sono grosse novità, tranne il fatto che nelle ultime due settimane, sono riuscita a lasciarmi la pigrizia alle spalle e ho ricominciato (finalmente) a correre e devo ammettere che mi sento molto meglio, non solo a livello fisico, ma anche mentale.
Ieri sera ho terminato il libro che stavo leggendo da poco più di un mese e di cui mi sono perdutamente innamorata: La valle dell’Eden, di John Steinbeck. Già so che mi mancherà e che ogni tanto, andrò a riprenderlo tra le mani, per rileggere tutto ciò che ho sottolineato. Sono quasi 800 pagine, che però, scivolano via come un fiume in piena. Narrazione impeccabile, descrizioni da togliere il fiato, personaggi a cui, nel bene e nel male, è impossibile non affezionarsi e riflessioni, tantissime riflessioni: sulla vita, sulla religione, sulla conoscenza, sui sensi di colpa, sui rapporti umani, sulla riconoscenza, sull’amore… un libro davvero imperdibile, secondo me e che mi sento di consigliarvi caldamente.
Intanto, dopo un gennaio che sembrava interminabile, è arrivato un febbraio che sembra aver preso la rincorsa. Certe volte, davvero, non sono in grado di trovare una spiegazione razionale al modo in cui passa il tempo. Passa da lento a veloce all’improvviso o viceversa.
Ho specificato “spiegazione razionale“, perché se dovessi lasciarmi andare a quelle irrazionali, con la mia fantasia e il mio approccio filosofico alla vita, potrei tirar fuori almeno 10 teorie differenti.
Leggo in giro che c’è già chi aspetta con ansia la primavera, chi la sente nell’aria, chi la vede nei colori… beh, nonostante io la ami tantissimo, vorrei che arrivasse solo quando è il suo momento. Né prima e né dopo. Spero che l’inverno resista e che si tenga la sua scena fino alla fine, finché tocca a lui.
E’ che i mutamenti climatici, mi fanno sempre più paura e solo un pazzo può dirsi contento per questi inverni sempre meno freddi e piovosi e in generale per queste stagioni sempre più imprevedibili, che disorientano non solo noi, ma anche e soprattutto gli animali e la vegetazione…
Quindi, resisti inverno… resisti!
Oggi vi lascio una ricetta che ADORO, quella degli spaghetti all’assassina (i così detti “spaghetti bruciati”). Ricetta tipica barese, preparata con pochissimi ingredienti e tanta sapienza. Tutte le volte che vado a Bari, se li trovo in menù, non resisto e li ordino sempre. Ne ho mangiati di buonissimi anche a Bisceglie, in un posto che si chiama Olì Olà.
Impossibile non innamorarsi di questa pasta piccante, saporita e scrocchiarella. Sì, scrocchiarella, perché la caratteristica di questi spaghetti sta proprio nel lasciare che durante gli ultimi minuto di cottura, si “attacchino” alla padella, formando una crosticina croccante e bruciacchiata.
Se li provate, fatemi sapere ;)
Ci rivediamo qui lunedì prossimo e nel frattempo, vi auguro una buonissima settimana.
M.
Spaghetti all’assassina (gli spaghetti “bruciati”)
Ingredienti
- 400 gr di spaghetti (io ho scelto uno spaghetto Rummo, n. 5)
- 1 litro di passata di pomodoro
- 600 ml di acqua
- 1 spicchio d'aglio
- q.b. di peperoncino
- q.b. di olio evo
- q.b. di sale
Istruzioni
- Fate cuocere la passata di pomodoro con un filo d'olio, fino a farla restringere, salate e aggiungete a piacere qualche pizzico di zucchero (io lo faccio sempre, per spegnere appena l'acidità del pomodoro). Tenete in caldo.
- In un pentolino, mettete i 600 ml di acqua con 4 mestoli del sugo ristretto, qualche pizzico di sale e portate a bollore.
- Mettete un'ampia padella su fiamma bassa, metteteci dentro gli spaghetti e lasciateli tostate appena, muovendoli delicatamente con un cucchiaio di legno. Noterete che si coloreranno appena, a questo punto, aggiungete lo spicchio d'aglio schiacciato, il peperoncino tritato (o se preferite, intero) e una quantità generosa di olio.
- Quando sentirete sfrigolare appena, aggiungete due mestoli di acqua e pomodoro e cominciate a portare gli spaghetti a cottura, muovendoli il meno possibile. Aggiungete altra acqua e pomodoro man mano che gli spaghetti l'assorbono.
- Quando gli spaghetti cominceranno ad ammorbidirsi un po', aggiungete anche la salsa, sempre uno/due mestoli per volta. Portate a cottura gli spaghetti aggiungendo sempre in modo alternato, finché ce ne sarà bisogno, acqua e pomodoro e salsa. Cercate di muoverli il meno possibile e di farli aderire alla superficie della padella (bordi e fondo).
- Assaggiate per verificare il livello di cottura, aggiustate di sale, aggiungete un filo d'olio e quando vi sembreranno cotti, eliminate lo spicchio d'aglio, aggiungete un ultimo mestolo di sugo (anche due), trasferite su fiamma alta e lasciate che si attacchino sul fondo, bruciacchiandosi un po'. E' proprio questa la loro caratteristica.
- Date una mescolata veloce e delicata e impiattate subito. Aggiungete a piacere un filo d'olio piccante.
Note


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