È passato più di un mese dal mio ultimo post, ma è innegabile che questo periodo sia stato particolarmente difficile (e strano) per tutti, e credo che per molti versi, lo sia ancora, nonostante il leggero allentamento del lockdown.
Confusione, incertezza e una serie di domande che mi girano per la testa, sono alla base mio stato d’animo.
La mia creatività si è come assopita e credo che il motivo risieda prevalentemente nella prolungata assenza di contatto con il mondo circostante. I sensi, non sono riusciti (e ancora non riescono) a nutrirsi in modo adeguato e di conseguenza, facevano fatica a partorire idee o più semplicemente a pensarle. Non ne avevano voglia, perché ultimamente, è proprio quella che mi manca, la VOGLIA.
È come se fossi a corto di energia, anche solo per pensare.
Per dire, oggi, è il quarto giorno che torno su questo post nel tentativo di completarlo. Avevo scritto tante cose che poi ho cancellato, perché fondamentalmente, non so bene verso quale direzione muovermi. Mi sfogo e tiro fuori un po’ di quel che ho dentro? O resto bella tranquilla e parlo delle nuvole? O magari, entrambe le cose?
E’ che davvero sono stufa delle polemiche, di chi è convinto di sapere tutto, degli arroganti, dei maleducati, dei presuntuosi, di chi è capace di mettersi a discutere anche sotto ai post satirici di Lercio, di chi ha la pretesa e l’arroganza di sapere chi sei e cosa pensi, arrivando al punto di metterti in testa e in bocca cose che non hai mai lontanamente preso in considerazione.
Odio e intolleranza ovunque. Una massa di “Sapientini Clem Clem” allo sbaraglio, con tendenze dittatoriali.
Attorno vedo solo degrado culturale, gente fuori di testa e dischi rotti, che non fanno altro che “vomitare” sempre le solite due o tre frasi. Sempre pronti ad additare e condannare il comportamento degli altri (perché serve sempre un capro espiatorio), per non parlare di quelli che scattano le foto per strada agli sconosciuti e le postano su Facebook.
E noi, eravamo quelli che alla fine di questa pandemia, dovevamo ritrovarci migliori? L’ho detto fin da subito che era un’utopia, che non sarebbe stato così, perché ormai, ogni motivo è buono per far affiorare le proprie frustrazioni e riversarle sull’altro.
C’è sempre qualcuno da odiare e su cui scaricare la colpa per le nostre disgrazie: un tifoso della squadra avversaria, chi non ama il nostro virologo del cuore (ormai sono delle star, con tanto di agente e cachet), chi non indossa la mascherina anche mentre dorme, Silvia Romano e via dicendo.
La verità, è che non si cambia… Riusciamo a cambiare (lavorando parecchio su noi stessi) solo quelle cose di noi che non ci piacciono e tra l’altro, solo se ci arrecano reale disagio, ma solo se lo arrecano a noi stessi. Ogni altro cambiamento, è transitorio. Anche e soprattutto quello che mettiamo in atto per “accontentare” gli altri. Il più delle volte, sono cambiamenti non voluti davvero, non capiti, non interiorizzati e non sedimentati. E non è un caso se prima o poi, cala la maschera e tutto torna come prima. Torniamo ad essere ciò che eravamo e forse, in modo ancora più amplificato.
È che provare odio, è molto più facile che provare amore. L’amore devi nutrirlo e proteggerlo. L’odio, invece, lo alimenti dentro di te e poi, lo puoi buttare fuori come fosse uno scarto. Non ti preoccupi delle conseguenze. Non pensi a come si sentirà il destinatario delle tue parole malate, anzi, probabilmente l’idea di far male a qualcuno, ti provoca anche un certo godimento interiore. Più male fai, meglio è. L’amore è cura e attenzione, l’odio è solo distruzione.
Comunque, nulla, tutto questo per dire che sono davvero stanca, penso si sia capito. Vorrei tornare alla mia vita, a quella di prima, piena di tutto, soprattutto piena di un senso.
Un senso che ora, faccio fatica a trovare, in queste giornate tutte uguali, in cui mi muovo con sbalzi d’umore e un paio di occhiaie che sembrano diventate croniche.
Sto cercando di godere più che posso di questo maggio, dei suoi colori e dei suoi profumi. Spesso e volentieri, mi perdo nei tratturi di campagna, tra uliveti, vigneti e prati in fiore. Respiro a pieni polmoni il vento e l’aria che profuma di buono e mi lascio baciare dal sole. In quei momenti, mi sento libera e spensierata, come se non ci fosse più niente e nessuno da combattere…
Peccato che siano solo momenti.
La ricetta che vi propongo oggi, staziona nel mio archivio da almeno due settimane, ma come si dice? Meglio tardi che mai. La ricetta è buonissima e di semplice esecuzione, ma i miei scatti, non mi convincevano, aggiungeteci pure che non riuscivo a mettere insieme due parole per presentarvela ed ecco che rischiava di non vedere la luce :)
Vi saluto e vi auguro una buona serata. Torno presto con una ricetta di biscotti, promesso!
A presto,
M. xx

Sfoglia con ricotta, pesto, asparagi, pancetta e favette
Ingredienti
- 1 confezione di pasta sfoglia rotonda
- 250 gr di ricotta di mucca
- 60 gr di pesto
- 1 mazzetto di asparagi (di circa 500 gr)
- 25 gr di burro
- 1 cucchiaino di senape di Digione
- 1 cucchiaino di miele d'Acacia
- 1 manciata di fave (private del nasello e della pellicina esterna)
- 50 gr di pancetta coppata a fette
- 80 gr di scamorza o altro formaggio a pasta filata
- q.b. di sale e pepe
Istruzioni
- Accendete il forno a 200 gradi, modalità ventilata.
- Lavate e mondate gli asparagi, eliminando la parte più dura.
- Mescolate la ricotta con il pesto, aggiungete pepe, due pizzichi di sale e lavorate fino ad ottenere una crema priva di grumi.
- Sciogliete il burro e mescolatelo energicamente con il cucchiaino di miele e senape.
- Srotolate la pasta sfoglia su una teglia da forno, spalmatela in modo uniforme con la crema di ricotta, lasciando liberi all'incirca due centimetri lungo i bordi.
- Aggiungete la pancetta, la scamorza tagliata a dadini, gli asparagi e le favette. Condite con qualche pizzico di pepe, sale e con l'emulsione di burro, senape e miele. Rigirate i bordi verso l'interno, come a voler formare un cornicione, tipo quello della pizza.
- Infornate per circa 40 minuti (o secondo le istruzioni di cottura della vostra pasta sfoglia). Una volta pronta, lasciatela intiepidire per qualche minuto, prima di servire.



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